PRCS 576
ABISSO DI SAMATORZA Stampa 

Dati generali

Numero catasto CATASTO STORICO VG
2781
Numero catasto REGIONE F.V.G.
576
Area geografica
CARSO TRIESTINO
Nazione
ITALIA
Provincia
TRIESTE
Comune
SGONICO
Dislivello
196 m
Sviluppo
92 m
Profondità
196 m
Num. ingressi
1
Pozzo di accesso
Pozzi interni
Artificiale/Naturale
Naturale

Descrizione

DESCRIZIONE: fino al 1964, l'unico tratto noto di questo interessante abisso era il pozzo iniziale. Infatti dopo la scoperta della via che ha permesso di raggiungere la profondità di 197m, la cavità ha assunto una ben maggiore importanza, inserendosi al settimo posto tra gli abissi del Carso triestino. L'ingresso, dai bordi terrosi, si apre in un prato presso il paese di Samatorza ed è abitualmente chiuso con ramaglie per scongiurare possibili disgrazie. Il pozzo d'accesso è alquanto complesso per la presenza di due enormi camini e di alcuni ripiani situati a varie altezze; il fondo è poco inclinato e sul lato Sud, tra i detriti e la roccia, si apre un piccolo salto franoso. Oltrepassati una cavernetta ed un angusto cunicolo, si giunge in un vano assai alto dove, risalito un gradino di due metri, si incontra un'esigua fenditura, dalla quale inizia il secondo pozzo che porta in un ambiente molto simile al precedente. Qui il suolo è costituito da massi incastrati e cementati, tra i quali si aprono vari fori; si scende per il più ampio facendo attenzione al materiale pericolante che si trova in questa prima parte del pozzo, il quale si allarga ben presto in una larghissima frattura. Dopo venti metri, con un piccolo pendolo, si tocca un ripiano a schiena d'asino che digrada verso Nord, in un salto cieco di pochi metri, mentre dalla parte opposta si apre la bocca franosa dell'ultimo grande baratro. In questo pozzo l'abisso assume un aspetto veramente imponente, non tanto per la profondità dello stesso, ma per l'ambiente orrido e severo. Si scende infatti lungo pareti tetre, segnate da lunghe fenditure frastagliate e, dopo una trentina di metri, la roccia rientra in un enorme tetto; altre bocche si aprono nel lato opposto al baratro, creando un vano tanto vasto da rendere a stento visibili le sue pareti. Al fondo della cavità il piede affonda in un piano fangoso chiuso da muraglie costituite da breccia a grossi elementi, mentre l'acqua che cola da vari solchi si perde in una fessura impraticabile. RAMO 8 9 10 11 12 13: sceso il pozzo di 7m (punti 8 e 9 nel rilievo), si deve compiere una risalita di 6m in arrampicata; da qui un breve meandro conduce ad un pozzo cieco di 3m (punto 10). Sulla sinistra il meandro prosegue per alcuni metri fino a giungere ad una frana che impedisce di proseguire. Tornati indietro,(punto 12), sulla destra, una strettoia in salita immette in un vano superiore di ridotte dimensioni, dove ogni possibile prosecuzione è compromessa da materiali instabili. Il ramo, infine, chiude con una fessura impraticabile (punto 13): qui non si avvertono correnti d'aria e l'aria condensa quasi immediatamente. RAMO 15 16 17 18 19 R30: attraversato il pozzo di 84m, mediante una facile ferrata si raggiunge una saletta (punto 15) costituita da un camino concrezionato alto 30m. Sulla parete ad Est una finestra conduce, dopo pochi metri, in un ambiente, sul fondo del quale si è individuato un angusto passaggio. Dopo diverse giornate di lavoro la strettoia è stata resa accessibile, permettendo così l'esplorazione dell'ambiente sottostante, il quale è costituito da un pozzo di 8m, in fase di completa corrosione, intervallato da un ponte naturale. Da qui si aprono due pozzetti: uno è strettissimo e continua sulla verticale del pozzo di 8m, l'altro invece immette in una nicchia dove c'è una fessura soffiante, che però per essere allargata richiederebbe tempi troppo lunghi per lo scavo. NOTA segnalata presenza di rifiuti alla base del pozzo di accesso.

Note

1) ESPLORAZIONE COMPLETA
1) GROTTA AD ANDAMENTO VERTICALE
2) RILIEVO COMPLETO
2) GROTTA FOSSILE
3) CAVITA'FACENTE PARTE DEL PRIMO GRUPPO DI 280 GROTTE RIPOSIZIONATE SU CTR 1:5000 (CONVENZIONE CATASTO-REGIONE 20-11-98) (1999)
4) IN AVVIO PROCEDIMENTO DI TUTELA AMBIENTALE
5) PROSECUZIONI INACCESSIBILI
6) E' DISPONIBILE, MA NON ANCORA SEGNATA SU CTR LA POSIZIONE FATTA CON GPS DIFFERENZIALE

Pozzi

Ramo Nome ramo Profondità (m)
1 - 12
1 - 20
1 - 7
1 - 84
1 - 6
1 - 7
1 - 8
1 - 30

Rilievi

Bibliografia

GHERLIZZA F., 1983, - 100 Gruppo Grotte del C.A.T. ed., Trieste 1983: 1-208
BOEGAN E., 1938, Il Timavo. Ist. It. di Spel., Memorie, serie Geol. e Geof., Mem. II, Trieste 1938: 1-251
O.K.H., 1944, Karsthohlen im Abschwitt Trieste. Heft Nr. 1 zu 40 A-II-NW Comeno. Im Auftrag des OKH - Mil.Geo. und Heeresvermessungsstelle Wien, Wien 1944 : 1-34
SEMERARO R., 1967, L'abisso di Samatorza n. 2781 VG nel Carso triesti no. Annali AXXXO, 1: 15-22
MAUCCI W., 1951, L'ipotesi dell' "erosione inversa" come contributo allo studio della speleogenesi. Boll. Soc. Adr. Sc. Nat., 46: 1-60, Trieste e su Atti del Seminario di Sp eleogenesi, Varenna 1973:235-295
MAUCCI W., 1959, Lo stato attuale del catasto speleologico della Ve nezia Giulia (Grotte del Carso triestino). Rassegna Speleologica It., 11 (4): 190-219 e Boll. della Soc. Adr. di Sc. Nat., 51: 149-186

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