PRCS 2305
GROTTA NELLA DOLINA SOFFIANTE DI MONRUPINO

Dati generali

Numero catasto REGIONE F.V.G. 2305
Numero catasto 1- CATASTO STORICO VG 4737
Area geografica CARSO TRIESTINO
Nazione ITALIA
Provincia TRIESTE
Comune Monrupino / repentabor
Località PERCEDOL
Dislivello 300 m
Sviluppo 450 m
Profondità 300 m
Num. ingressi 1
Pozzo di accesso Sì
Pozzi interni Sì
Artificiale/Naturale Naturale

Posizione primo ingresso

Quota 302 m
Profondità ingresso 4 m
Cartografia CTR 5000 110062
Nome cartografia CTR MONRUPINO
Cartografia 1:25000 IGM 40AIISW
Nome cartografia IGM POGGIOREALE
Lat. (WGS84) 45.70885
Long. (WGS84) 13.80573
Lat. gauss 5062416
Lon. gauss 2427047
Lat. eur50 45°42'35,1
Lon. eur50 13°48'24,1
Lat. igme 45°42'29,6
Lon. igme 01°21'12,8
Validità posizione fatta con GPS

Rilievi

Tipo rilievo Gruppo Nome Gruppo Data rilievo Eseguito da
Aggiornamento Posizione SAG COMMISSIONE GROTTE 'E.BOEGAN' 01-06-1997 BESENGHI FRANCO
Aggiornamento Rilievo SAG COMMISSIONE GROTTE 'E.BOEGAN' 01-06-1997 GUIDI PINO
Aggiornamento Rilievo PRIVATO NESSUN GRUPPO DI APPARTENENZA 01-06-1997 ZUFFI NICO
Aggiornamento Rilievo SAG COMMISSIONE GROTTE 'E.BOEGAN' 01-06-1997 MIKOLIC UMBERTO
Aggiornamento Rilievo SAG COMMISSIONE GROTTE 'E.BOEGAN' 01-06-1997 FILIPPI/FILIPAS LUCIANO
Aggiornamento Rilievo SAG COMMISSIONE GROTTE 'E.BOEGAN' 01-06-1997 RILEVATORI NON NOTI
Aggiornamento Posizione RIP RIPOSIZIONAMENTO REGIONALE 01-06-1997 MANZONI MARCO
Aggiornamento Posizione RIP RIPOSIZIONAMENTO REGIONALE 01-06-1997 RESTAINO MARCO

Pozzi interni

Profondo Ramo Nome ramo Progressivo
3.5 m 1 INIZIALE CIECO 1
4.5 m 1 INIZIALE CIECO 2
10 m 2 EST 3
14 m 2 EST 4
11 m 2 EST 5
14.5 m 2 EST 6
30.5 m 2 EST 7
6 m 2 EST 8
7.4 m 2 EST 9
5 m 2 EST 10
6.2 m 2 EST 11
-8 m 2 EST 12
9 m 2 EST 13
-3 m 2 EST 14
7 m 2 EST 15
10 m 2 EST 16
9 m 2 EST 17
8 m 3 OVEST 18
4.5 m 3 OVEST 19
16 m 3 OVEST 20
5 m 3 OVEST 21
2 m 3 OVEST 22
3.5 m 3 OVEST 23
6 m 3 OVEST 24
4 m 3 OVEST 25
11 m 3 OVEST 26
7 m 3 OVEST 27
6 m 3 OVEST 28
5 m 3 OVEST 29
18 m 3 OVEST 30
5 m 3 OVEST 31
5 m 3 OVEST 32
45 m 3 OVEST 33
48 m 3 OVEST 34
8 m 3 OVEST 35
9 m 3 OVEST 36
8 m 3 OVEST 37
45 m 3 OVEST 38
4 m 3 OVEST 39
12 m 3 OVEST 40

Altri nomi

GROTTA MERAVIGLIOSA DI LAZZARO JERKO, GROTTA LAZZARO JERKO

Descrizione

DESCRIZIONE: L'esplorazione della cavità iniziò 1967, quando un gruppo di speleologi della Commissione Grotte E. Boegan, constatata la presenza di notevoli correnti d'aria sul fondo della dolina in cui ora si apre la cavità, inizia una campagna di scavi che venne abbandonata nel 1971, dopo aver raggiunto la profondità di 27m, praticamente tutti artificiali (solo 5m furono trovati liberi, dei restanti, 10m furono aperti con mine e 12 vuotati dai detriti), ed uno sviluppo di 5m. Nel 1987 la Commissione Grotte ricominciò le esplorazioni, seguendo l'aria che fuoriusciva dalla frana a 9-10m di profondità. Venne scavato un nuovo pozzo, scaricando il materiale di scavo nel vecchio pozzo: dopo 7 mesi gli scavatori giunsero nuovamente a quota -27, alla base di un pozzo semiartificiale, franoso, parallelo a quello costruito negli anni '60, in un ambiente estremamente instabile che comunicava, attraverso un esiguo passaggio, con il vecchio pozzo. Dieci anni dopo si riprendono le esplorazioni, dopo aver puntellato (ed in qualche punto cementato) le pareti da -4 al fondo (-21) dove alcuni grossi massi incombenti vengono bloccati con putrelle d'acciaio cementate alle pareti. Iniziano così gli scavi in quello che diverrà il "Ramo Est", che viene scavato fino a -40, incontrando strada facendo una piccola galleria concrezionata e sboccando, nel febbraio del 1998, in un pozzo naturale, profondo 12m cui segue un altro pozzo che scende per oltre 40m portando in una serie di belle gallerie e caverne riccamente concrezionate, che portano la profondità della cavità a -123m ed il suo sviluppo a 220m. Tutta la prima parte della cavità viene attrezzata con scale fisse e luce elettrica. Questo nuovo ramo, pur essendo molto bello, non presenta traccia della corrente d'aria originale, che viene in seguito rintracciata nella frana, a quota -35. Lo scavo viene perciò ripreso da capo a quota -10, spostandosi qualche metro più ad Ovest. Viene così scavato un terzo pozzo parallelo, profondo una decina di metri, che torna a raggiungere la zona di massi bloccati dalle putrelle dove viene sistemato un campo base per depositare gli attrezzi. Le pareti del pozzo, in frana su tre lati, sono imbrigliate da tubi Innocenti e reti d'acciaio elettrosaldato e la discesa viene armata con scale fisse. Da -21, gli scavi proseguono sempre in frana, in direzione Ovest, procedendo tra grandi massi che vengono via via messi in sicurezza. Lungo tutto questo ramo, che diventerà il Ramo Ovest, vengono installate scale fisse e viene prolungata la linea elettrica. Raggiunta quota -38, strisciando tra i massi, si riesce ad intravedere nuovamente una parete, sia pure molto fessurata. Lo scavo prosegue nella frana in verticale, fino a -45, con la parete sempre a qualche metro di distanza. Da qui, con alcuni ardui e pericolosi passaggi si raggiunge quota -60, dove il pozzo torna a presentare una parete in roccia viva. A -73 si apre, in direzione Ovest, una caverna concrezionata con un bacino d'acqua sul fondo, Verso Est, invece, un diedro di roccia rinserra la frana, dove l'aria indica la prosecuzione. Dopo un pozzo artificiale di 8m (quota -92), la cavità continua con delle fessure in roccia viva, nelle quali viene "costruito" un pozzo di 5m, poi uno di 4 ed uno di 8. Vengono così superati i 100m di profondità. Gli scavi proseguono in pozzi strettissimi fino a -132, dove si incontra una cavernetta nella quale viene scavato un cunicolo che sbocca su un ampio pozzo di 45m (che verrà intitolato a Carlo Milic, proprietario del terreno in cui si apre la cavità), che chiude sul fondo. Qui, dopo uno scavo in una nicchia laterale, da cui sembrava provenire l'aria, si apre un secondo grande pozzo, di 48m, dedicato a Federico Tietz, speleologo della Commissione Grotte tragicamente morto durante un'escursione di torrentismo. Alla base del pozzo Tietz viene aperto un pozzo di 8m che porta ad una fessura che raccoglie le abbondanti acque di stillicidio. Aperto un cunicolo artificiale di una dozzina di metri, si giunge ad una serie di piccoli pozzi a cui segue una galleria, larga 4m ma alta pochi centimetri, intasata da argille, sabbia, roccia e depositi concrezionali. Dopo averla disostruita, si giunge in un'ampia caverna sul cui fondo scorre il fiume Timavo. Questa grande sala, attraversata per un centinaio di metri dal corso d'acqua, è dedicata a Saverio Luciano Medeot, speleologo triestino attivo negli anni '30. Dalla caverna Medeot, il fiume è stato risalito ad Est, lungo una galleria larga ma non molto alta, sino ad un secondo salone interamente occupato da un profondo lago. Il salone è stato dedicato ad Antonio Polley, ingegnere e possidente di Sesana che, alla fine del 1800 e nei primi anni del '900, si dedicò alla ricerca di una nuova via che portasse al fiume sotterraneo. Nella caverna Medeot, il fiume termina, ad Ovest, in un lago in cui è stato individuato il sifone d'uscita, percorso da uno speleosub per un breve tratto: oltre, la galleria allagata prosegue molto ampia ed in accentuata discesa. Nell'acqua, che anche in regime di magra scorre vorticosamente, sono stati visti dei protei ed un paio di pesci.

Note

1) CORSI D'ACQUA PERMANENTI
1) PROSECUZIONI CERTE
1) GROTTA DI ATTRAVERSAMENTO
2) PRESENZA DI UNO O PIU' SIFONI
2) IN ESPLORAZIONE
2) GROTTA AD ANDAMENTO VERTICALE
3) RIORDINARE I POZZI
3) ACQUE DI FONDO PERMANENTI
4) POSIZIONE ESEGUITA CON GPS DIFFERENZIALE
5) CAVITA' FACENTE PARTE DEL TERZO GRUPPO DI GROTTE RIPOSIZIONATE SU CTR 1:5000 CON GPS (2001)
6) CHIUSA: CHIAVI PRESSO SOCIETA' ALPINA DELLE GIULIE
7) PARZIALMENTE ARTIFICIALE

 

Rilievi

Immagini