ACCESSO: da Medeazza si prosegue per la Strada n°167, che porta alla cava. Da qui la si abbandona per proseguire lungo il sentiero che si snoda a fianco dell'acquedotto, fino a giungere all'avvallamento tra quota 281 e Monte Cocco. A questo punto si lascia il sentiero (ometto), e ci si addentra nella boscaglia in linea retta, fino a giungere, dopo circa 50m, ai due pozzi d'accesso della cavità circondati da rovi e sterpaglia. DESCRIZIONE: la cavità, in parte naturale (il ramo discendente), ed in parte artificiale (i due rami superiori) faceva parte dell'estremo sistema difensivo austriaco nella nostra zona, durante la prima guerra mondiale. Uno dei due pozzi d'accesso, quello di 3,5m, è facilmente discendibile per un ripido, ma breve, declivio sito sulla sua parete sinistra. Alla sua base, in direzione Nord, si apre una galleria artificiale di ridotte dimensioni, che prosegue per circa 5m, fino a dividersi in due rami ciechi, pure artificiali, di 8m. La naturale prosecuzione della cavità si trova in direzione SE, sempre alla base del pozzo d'accesso di 3,5m, dove una breve strettoia mette in comunicazione le basi dei due pozzi. Passata la strettoia (cavernetta sulla sinistra), l'ambiente si allarga notevolmente e la discesa è agevolata dalla presenza di comodi scalini posti sulla destra. Dopo pochi metri ci si trova sulla sommità del primo dei due ambienti adattati a ricovero (gradini sulla destra. A questo segue il secondo, di dimensioni minori, con volta riccamente concrezionata e caratterizzato da una colonna che si erge nella sua parte sinistra. La cavità prosegue con un lieve cambiamento di direzione verso sinistra. Si può scendere sempre mediante la gradinata fino al fondo. Anche qui la cavità è ben concrezionata e sono presenti due cavernette che si aprono tra i massi del fondo NOTA: Verso la fine del ramo Est, (in prossimità del punto contrassegnato dal n°1 nel rilievo), la cavità si collega con la Grotta del Pilone (3092/5020VG), mediante un pertugio non transitabile, aperto da G. Zanini (CGEB) nell'estate del 1998,e precisamente con il camino indicato dal punto "B" nel rilievo della Grotta del Pilone.
| 1) RILIEVO COMPLETO |
| 1) GROTTA AD ANDAMENTO SUBORIZZONTALE |
| 2) PROSECUZIONI INACCESSIBILI |
| 2) GROTTA FOSSILE |
| 3) PARZIALMENTE ARTIFICIALE |
| 4) GROTTA CON ADATTAMENTI ESEGUITI DURANTE LA I E/O II GUERRA MONDIALE |
| 5) POSIZIONE ESEGUITA CON GPS DIFFERENZIALE |
| 6) CAVITA' FACENTE PARTE DEL SECONDO GRUPPO DI GROTTE RIPOSIZIONATE SU CTR 1:5000 CON GPS (2000) |
| 7) GROTTA COLLEGATA AD ALTRA CAVITA' (VEDI DESCRIZIONE) |
| Quota (m) | Profondità (m) | Lat. (WGS84) | Lon. (WGS84) |
|---|---|---|---|
| 275m | 3.5 | 13.62007 | 45.79308 |
| F.Vidonis,D.Sgai, F.Brandi, F.Gherbaz, P.Guidi, E. Vata et altri -2007, Alpi Giulie n. 101 n.2 Pag. 21-36 |
| F.Vidonis,D.Sgai, F.Brandi, F.Gherbaz, Alpi Giulie n. 97/1 pag. 53-58 |
| STOLFA S., EMMERRE, 1996, Grotte di guerra: 80 anni dopo. Annali AXXXO, 9: 67-78 |
| RUCAVINA P., 1993, Nuove grotte esplorate nel Carso triestino. Annali AXXXO, 8: 7-18 |