La Commissione grotte dell'Alpina, visita la grotta per la prima volta il 21 dicembre 1919 e il 3 ottobre 1920 essa venne visitata dai signori Malusa, Decleva e da Italo Giaceteli. La temperatura esterna era di 24", temp. interna 14" il giorno 19/9/1937.
Questa grotta si apre nei dintorni del paese di Marcossina, alla quota di m. 565 sul l.d.m, in un terreno alquanto accidentato com'è in generale la Valsecca di Castelnuovo. Alla sommità di un dosso calcareo, che si eleva fra un gruppo di doline, fra macchie di cespugli e blocchi rocciosi si trova 1’ingresso di questa grotta costituito da un’apertura a contorno pressochè circolare del diametro medio di 4-5 m.
Superato, senza l’aiuto di scale un pozzetto profondo circa 4 m, si raggiunge facilmente un cono detritico dalla sommità del quale la grotta si estende tanto verso Nord quanto verso Sud; ma mentre verso Nord la grotta, dopo circa 15 m. fa una brusca curva verso Est e, superato un piccolo portale, si passa in una cavernetta dove una galleria col piano molto inclinato, prosegue per circa 70 m. e ritorna quindi a risalire per altri 10 m, la cavità, da questa parte, ha termine.
In questa parte della grotta vi sono delle stalattiti e stalagmiti ma sono piuttosto tozze e di un colore bianco sudicio.
Dalla parte verso Sud dall'ingresso la grotta invece continua con una leggera pendenza. Percorsi circa 10 metri della china detritica, la galleria si piega verso Est (punto 1). La volta di questa, varia dai 6 ai 10 metri e la sua larghezza è da 3 a 5 metri. La galleria prosegue così per 150 metri circa dall'ingresso raggiungendo quindi una caverna quadrangolare (punto 2) con tozze formazioni cristalline e trovando una grossa colonna e materiale di frana, in cui si apre un cunicolo (l x 0.70) sboccando al ciglio del primo pozzo profondo 12 m. che dapprima è strettissimo ma, dopo i 4 metri, le pareti si allargano raggiungendo un'ampia caverna (punto 3). Sorpassata una breve galleria, col suolo ascendente, si sbocca in una cavernetta (punto 4) ove la cavità prosegue in due direzioni opposte. Quella verso SO, ascendente, prosegue per 50 m, e trova alla fine una parete verticale alta 15 metri che sbocca alla superficie del terreno esterno, sì che la luce discende da un angusto foro (punto 5). Con ciò questa sarebbe una seconda entrata della cavità stessa. Proseguendo invece (punto 4) il ramo principale della galleria, che pure risale per circa 8 m. e che con facilità viene superata, grazie alle parecchie stalagmiti sparse sul suolo. Ridiscendendo per 25 m. fra grosse colonne, e in cui si trovano alcune bacinelle d’acqua limpidissima, si raggiunge il ciglio del secondo pozzo (punto 6) profondo 20 metri. Esso discende dapprima un po’ inclinato, con le pareti però larghe da 6 a 8 metri e quindi verticalmente sboccando in un'ampia caverna lunga 40 m. (punto 7). Il suolo di essa è pressochè orizzontale, però è ingombro da grossi blocchi franati. La cavità, da questo sito, prosegue con un susseguirsi di caverne sempre più spaziose e anche nella successiva, lunga 40 m. e alta 30, si trova un ammasso di detriti e grossi blocchi, uno dei quali attira subito l'attenzione perché rappresenta un grosso monolite, probabilmente proveniente da un ampio camino, che si apre sul soffitto della caverna stessa (punto 8). Tanto le due ultime caverne sopra descritte, quanto la galleria successiva hanno una direzione costante verso NO. In quest'ultima galleria, un meraviglioso gruppo stalagmitico si erge dal suolo ed ha l’aspetto di un altare. In mezzo ad esso una bellissima colonnina si innalza per 3 m. Si procede ora in un antro largo quasi 20 m.
col suolo tutto ingombro di massi su cui si ergono delle tozze stalagmiti. Il suolo risale sino a sboccare in un'altra ampia caverna (punto 9) lunga 32 m. ed alta 20 e procedendo per altri 50 m. la cavità raggiunge un bivio con due bracci distinti. Quello a sinistra, verso 0, risale per quasi 60 m. e termina con una caverna, dal cui soffitto, alto 15 m., si apre un angusto camino. L’altro, alla destra (punto 10), con suolo pressocchè orizzontale, si sviluppa verso NO per ben 110 m. Prima però, verso occidente un foro (punto 11) dà adito a ulteriori caverne che si sviluppano dapprima verso 0 e quindi verso Sud. Questo tratto ha uno sviluppo di oltre 120 m. ed è con la volta piuttosto bassa. Il suolo però è ricco di bacini d’acqua, oltre una trentina, sì da far ritenere questo il letto di un torrente sotterraneo, il quale trova sfogo in un pozzo verticale, largo 4x6 m., che si apre sulla parete sinistra (punto 12). Esso ha una profondità di 40 m, e prosegue con altri due pozzi paralleli alla distanza di circa 10 m. fra loro, ciascuno profondo 22 metri. Questi due pozzi dalle pareti strettissime e con roccia tagliente, segnano il termine della grotta. Essa pertanto raggiunge una profondità totale dalla sua bocca di 135 m. ed ha uno sviluppo complessivo di 780 m.
| 1) zaklenjena |
| 2) GPS |
| Ramo | Nome ramo | Profondità (m) |
|---|---|---|
| INTERNO | 10 | |
| INTERNO | 17 |
| L.V. BERTARELLI - E.BOEGAN , 1926, 2000 GROTTE |
| 1920, Alpi Giulie anno XXII n. 5-6 Pag. 42 |
| 1909, Tourista Trieste, N.XIV |