PRCS 10089
Grotta Martino Stampa 

Dati generali

Numero catasto 3 - SLOVENIA
2883
Numero catasto 1- CATASTO STORICO VG
510
Area geografica
CARSO SLOVENO
Nazione
SLOVENIA
Comune
Sežana
Località
Gradišče
Dislivello
135 m
Sviluppo spaziale
780 m
Profondità
135 m
Num. ingressi
1
Pozzo di accesso
Sì
Pozzi interni
Sì
Artificiale/Naturale
Naturale

Altri nomi

Martinska jama pri Markovščini

Descrizione

La Commissione grotte dell'Alpina, visita la grotta per la prima volta il 21 dicembre 1919 e il 3 ottobre 1920 essa venne visitata dai signori Malusa, Decleva e da Italo Giaceteli. La temperatura esterna era di 24", temp. interna 14" il giorno 19/9/1937.

Questa grotta si apre nei dintorni del paese di Marcossina, alla quota di m. 565 sul l.d.m, in un terreno alquanto accidentato com'è in generale la Valsecca di Castelnuovo. Alla sommità di un dosso calcareo, che si eleva fra un gruppo di doline, fra macchie di cespugli e blocchi rocciosi si trova 1’ingresso di questa grotta costituito da un’apertura a contorno pressochè circolare del diametro medio di 4-5 m.

Superato, senza l’aiuto di scale un pozzetto profondo circa 4 m, si raggiunge facilmente un cono detritico dalla sommità del quale la grotta si estende tanto verso Nord quanto verso Sud; ma mentre verso Nord la grotta, dopo circa 15 m. fa una brusca curva verso Est e, superato un piccolo portale, si passa in una cavernetta dove una galleria col piano molto in­clinato, prosegue per circa 70 m. e ritorna quin­di a risalire per altri 10 m, la cavità, da questa parte, ha termine.

In questa parte della grotta vi sono del­le stalattiti e stalagmiti   ma sono piuttosto tozze e di un colore bianco sudicio.

Dalla parte verso Sud dall'ingresso la grotta invece continua con una leggera pendenza. Percorsi circa 10 metri della china detritica, la galleria si piega verso Est (punto 1). La volta di questa, varia dai 6 ai 10 metri e la sua lar­ghezza è da 3 a 5 metri. La galleria prosegue così per 150 metri circa dall'ingresso raggiungendo quindi una caverna quadrangolare (punto 2) con tozze formazioni cristalline e trovan­do una grossa colonna e materiale di frana, in cui si apre un cunicolo (l x 0.70) sboc­cando al ciglio del primo pozzo profondo 12 m. che dapprima è strettissimo ma, dopo i 4 metri, le pareti si allargano raggiun­gendo un'ampia caverna (punto 3). Sorpassata una breve galleria, col suolo ascendente, si sbocca in una cavernetta (punto 4) ove la cavità prosegue in due direzioni opposte. Quella verso SO, ascendente, prosegue per 50 m, e trova al­la fine una parete verticale alta 15 metri che sbocca alla superficie del terreno esterno, sì che la luce discende da un an­gusto foro (punto 5). Con ciò questa sareb­be una seconda entrata della cavità stessa. Proseguendo invece (punto 4) il ramo principale della galleria, che pure risale per circa 8 m. e che con facilità viene su­perata, grazie alle parecchie stalagmiti sparse sul suolo. Ridiscendendo per 25 m. fra grosse colonne, e in cui si trovano alcune bacinelle d’acqua limpidissima, si raggiunge il ciglio del secondo pozzo (punto 6) profondo 20 metri. Esso discende dapprima un po’ in­clinato, con le pareti però larghe da 6 a 8 metri e quindi verticalmente sboccando in un'ampia caverna lunga 40 m. (punto 7). Il suolo di essa è pressochè orizzontale, però è ingombro da grossi blocchi franati. La cavità, da questo sito, pro­segue con un susseguirsi di caverne sempre più spaziose e anche nella successiva, lunga 40 m. e alta 30, si trova un ammasso di detriti e grossi blocchi, uno dei quali attira subito l'attenzione perché rappre­senta un grosso monolite, probabilmente proveniente da un ampio camino, che si apre sul soffitto della caverna stessa (punto 8). Tanto le due ultime caverne sopra descritte, quanto la galleria successiva hanno una direzione costante verso NO. In quest'ultima galleria, un meraviglioso gruppo stalagmitico si erge dal suolo ed ha l’aspetto di un altare. In mezzo ad esso una bellissima colonnina si innalza per 3 m. Si procede ora in un antro largo quasi 20 m.

col   suolo tutto ingombro di massi su cui si ergono delle tozze stalagmiti. Il suolo risale sino a sboccare in un'altra ampia caverna (punto 9) lunga 32 m. ed alta 20 e procedendo per altri 50 m. la cavità raggiunge un bivio con due bracci distinti. Quello a sinistra, verso 0, risale per quasi 60 m. e termina con una caverna, dal cui soffitto, alto 15 m., si apre un angusto camino. L’altro, alla destra (punto 10), con suolo pressocchè orizzontale, si sviluppa verso NO per ben 110 m. Prima però, verso occidente un foro (punto 11) dà adito a ulteriori caverne che si sviluppano dapprima verso 0 e quindi verso Sud. Questo tratto ha uno sviluppo di oltre 120 m. ed è con la volta piuttosto bassa. Il suolo però è ricco di bacini d’acqua, oltre una trentina, sì da far ritenere questo il letto di un torrente sotterraneo, il quale trova sfogo in un pozzo ver­ticale, largo 4x6 m., che si apre sulla parete sinistra (punto 12). Esso ha una profondità di 40 m, e pro­segue con altri due pozzi paralleli alla distanza di circa 10 m. fra loro, ciascuno profondo 22 metri. Questi due pozzi dalle pa­reti strettissime e con roccia tagliente, segnano il termine della grotta. Essa pertanto raggiunge una profondità totale dalla sua bocca di 135 m. ed ha uno sviluppo comples­sivo di 780 m.

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Note

1) zaklenjena
2) GPS

Pozzi

Ramo Nome ramo Profondità (m)
INTERNO 10
INTERNO 17

Rilievi

Bibliografia

L.V. BERTARELLI - E.BOEGAN , 1926, 2000 GROTTE
1920, Alpi Giulie anno XXII n. 5-6

Pag. 42

1909, Tourista Trieste, N.XIV

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